Ufic

Blog personale di V. Marco Carnazzo

Wordpress, Twitterstatus, Facebook e l'apostrofo

Apostrofo (by cutesmallfuzzy)

In un articolo passato (all’occasione aggiornato) ho spiegato come poter gestire lo stato di Facebook da Wordpress.

Ma in seguito ho notato che c’era un problema: se nel titolo dell’articolo di Wordpress c’era un apostrofo, nello stato di Facebook si sarebbe vista una roba orribile tipo Adda’ passa’ ’a nuttata

Finalmente1 ho scoperto come risolvere il problema.

Bisogna aprire il file wp-includes/default-filters.php e, nella sezione relativa al titolo nei feed RSS, bisogna commentare la riga:
add_filter('bloginfo', 'wptexturize');

Tradotto in italiano, vuol dire Wordpress: fatti i cazzi tuoi, volevo un apostrofo normale quindi non stare a toccarlo.

Il gioco è fatto ;)

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  1. Grazie, illustre sconosciuto inglese! []

Installare Flex Builder su Linux

Flex pericoloso

Premessa: Questo articolo è per programmatori linuxari duri. Le mammolette che vogliono la pappa pronta vadano a farsi un giro :) .

Adobe Flex, come dice Wikipedia, è la colonna portante di un gruppo di tecnologie per lo sviluppo di applicazioni web basate su Macromedia Flash. In sé è una figata: in modo relativamente semplice (fondamentalmente un po’ di XML e di Actionscript) si riescono a fare applicazioni molto cool (io ad esempio sto sviluppando un sistema di videoconferenza).

Il problema è che su Linux il tutto è supportato da fare schifo e bisogna penare per far funzionare il tutto. Per i mal pensanti: non è colpa di Linux, è colpa di Adobe.

Per far funzionare il tutto bisogna:

  • Scaricare e scompattare (non necessita installazione) Eclipse Europa 3.3 (capito? 3.3! Non una versione di più, non una di meno). La si trova nella sezione Older versions del sito di Eclipse (va benissimo la versione for Java Developpers)
  • Scaricare e scompattare Adobe Flex Builder 3 Alpha 5. Non volete la versione alpha ma vi ostinate a usare Linux? Vi attaccate. Almeno così dicono quelli di Adobe :( .
  • Dare i permessi di esecuzione al file .bin (quest’estensione da dove gli è uscita?) ed eseguirlo. Vi chiederà dove trovare Eclipse: diteglielo.

In teoria siete già apposto così. Ma non sarebbe bello se funzionasse anche il debugger?

Per far ciò bisogna:

  • Scaricare la versione debugger per Linux del Flash Player dalla pagina di download di Flash Player.
  • Scompattatelo e andate sulla cartella plugin/debugger.
  • Scompattate il file install_flash_player_10_linux.tar.gz ed entrate nella cartella appena creata

Se siete fortunati, basta che date i permessi di esecuzione al file flashplayer-installer e lo eseguite.

Se, come me, non lo siete, dovete (testato su Ubuntu, non ho idea sulle altre distribuzioni):

  • Installare il pacchetto flashplugin-nonfree
  • Copiare il file libflashplayer.so (presente nella cartella flashplayer-installer di cui sopra) nella cartella /usr/lib/flashplugin-installer/ .

Fatto! Ora dovete solo imparare Eclipse, Flex e Actionscript :D .

Ah. E rompete un po’ le palle alla Adobe affinché dia un supporto decente a Flex Builder per Linux.

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Chi diavolo siete voi?

Who are You? (by Informatique)

Questo blog nel corso degli anni ha parlato di cose diverse, cambiando quando sono cambiato io: ha ospitato elucubrazioni artistiche (ormai quasi scomparse, almeno da qui), guide informatiche (uno dei motivi principali per cui questo blog sta in piedi), articoli impegnati, articoli impegnativi… Si è parlato di scrittura, di programmazione, di Linux, di Ubuntu, di musica, di ambiente, di politica, di pace, di razzismo e antirazzismo.

Non è mai diventato un blog famoso e probabilmente non lo è neanche voluto mai diventare (tanto non costa niente dirlo e si fa la bella figura dei modesti :) ).
Ma fondamentalmente in questo blog ho sempre commesso un peccato grave: me ne sono fregato di voi che leggete.
E ogni tanto mi chiedo: ma chi diavolo siete?

Per gran parte sono sicuro che siete amici o conoscenti, a maggior ragione da quando ogni articolo viene mostrato tramite Wordbook su Facebook. Poi ci sono quelli che raggiungono le guide informatiche tramite i motori di ricerca. E poi ci sono i visitatori occasionali che arrivano qui per vie a me sconosciute (come gli adolescenti che si lamentano dei propri genitori nell’articolo Carta dei diritti dei figli).

Mi sfugge qualcuno?
Lasciate un commento, dai ;) (ma sia chiaro che continuerò a scrivere ciò che mi gira e non ciò che volete :p).

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Buon anno in ritardo

2010 by -Snugg-

Capire l’identità di questo blog (di cosa parla? chi lo legge? chi dovrebbe leggerlo?). Contattare più spesso gli amici lontani. Vedere più spesso gli amici vicini. Leggere meno riviste e più libri. Sostenere una causa giusta. Innamorarsi di un gruppo musicale che non conosco ancora. Fare un viaggio con mia moglie e mia figlia. Conoscere meglio il paese dove vivo. Un po’ di leggerezza e di stupidità. Parlare meno, ascoltare di più e scrivere ancora di più. Concretizzare almeno uno di questi propositi.

Questo articolo è un plagio dell’editoriale del primo numero di quest’anno dell’Internazionale, quello con i buoni propositi dei vari componenti della redazione per l’anno nuovo. Quindi mi sembra il caso di concludere con le regole circa i buoni propositi che concludono lo stesso numero della rivista:

  1. Ripetere i buoni propositi che non hai rispettato l’anno scorso non aumenterà le tue probabilità di realizzarli.
  2. Se entro fine gennaio non hai cominciato a metterli in pratica, non hai speranze.
  3. Non sprecare tempo con propositi sull’attività fisica e sulla beneficenza: sono i primi a saltare.
  4. L’impegno a smettere di fumare funziona meglio se lo riposizioni come impegno a non farti venire il cancro.
  5. Trovare l’uomo giusto non è un buon proposito, è un terno a lotto.
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Ubuntu su Dell Inspiron 15 e 17

inspiron-15z-hero
Alla fine ho scelto: ho (quasi) seguito il consiglio di Gioele: il nuovo computer che mi ha portato Babbo Natale è un Dell Inspiron 15, mentre a mio suocero (appassionato di fotografia) è arrivato un Dell Inspiron 17. Entrambi ora sono infettati con Ubuntu 9.10 (anche conosciuta come Karmic Koala) :) .

Sono un grande sostenitore di Ubuntu, sia per la filosofia che ci sta dietro, sia per la stabilità generale del sistema ma sono consapevole che, come qualunque creazione umana, ha dei limiti e può avere problemi: lo dico perché a malincuore constato che Ubuntu 9.10 è la versione di Linux con cui ho avuto più problemi (con il mio computer ma anche con quelli di amici).

Qui di seguito quindi, sperando possa servire a qualcuno, ecco come ho risolto dei piccoli intoppi.

Installazione :)

Poco da dire: un salto su www.ubuntu.it a scaricare l’ultima ISO e da lì ho creato una chiavetta USB d’avvio (su come creare un disco di avvio di Ubuntu c’è una pagina dedicata della guida della comunità).

L’unica parte che può risultare difficile per un neofita è la partizione del disco. Se si vuole far convivere Windows e Ubuntu, la cosa in realtà è semplice: basta selezionare l’opzione apposita e decidere quanto dare a Windows e quanto a Ubuntu semplicemente trascinando lo slider sul disegno della partizione.

Occhio che esiste anche una partizione di poche decine di mega a inizio hard disk, utilizzabile per un eventuale ripristino della situazione iniziale del computer: vedete un po’ voi ma secondo me è meglio lasciarla lì dov’è.

Io ho scelto la via drastica e ho cancellato del tutto Windows: per far questo bisogna scegliere l’opzione di partizionamento manuale, cancellare la seconda partizione (quella dedicata a Windows) e creare una partizione per Ubuntu (ext4) e una di swap (con una dimensione doppia rispetto alla memoria RAM).

Un altro paio di click, un po’ di pazienza e il resto dell’installazione va da sè: al riavvio eccoci in Ubuntu. Ma non è finita qui.

Tastiera :)

Fin qui tutto bene: è stata riconosciuta da sola, compresi i tasti “fighi” (per il volume, la luminosità, la riproduzione dei CD ecc.).

Le tastiere dell’Inspiron hanno la particolarità di avere i tasti funzione (F1, F2, F3…) non facilmente utilizzabili: per usarli bisogna premere anche il tasto Fn. Non ho ancora deciso se è una caratteristica simpatica (solo i nerd usano i tasti funzione) o odiosa (io SONO un nerd). Comunque è un comportamento configurabile dal BIOS (si accede premendo F12 all’avvio del computer).

Collegamento Internet via cavo :)

Ho una connessione Alice Casa ed è bastato attaccare il cavo di rete per farla andare.

Mio suocero ha una qualche altra connessione Alice nella quale bisogna prima effettuare il login. Per fare andare la sua sono dovuto andare sul terminale e avviare il comando

sudo pppoeconf eth0

Alle varie domande ho dato la risposta di default. Come username e password o usato aliceadsl per entrambe. Fine.

Wireless :( :)

Ubuntu 9.10 parte con un bug: di suo non riconosce la scheda wireless (Broadcom Corporation BCM4312).

Quindi purtroppo il primo collegamento bisogna farlo via cavo.

Una volta collegati bisogna installare il pacchetto bcmwl-kernel-source.

Una volta installato e riavviato il sistema, bisogna andare su

Sistema / Amministrazione / Driver Hardware

e attivare Driver Broadcom STA senza fili

Video :( :)

Per l’Inspiron 17 non c’è nessun problema. Per il 15 (che monta una ATI Technologies Inc M92 LP [Mobility Radeon HD 4300 Series]) bisogna andare su

Sistema / Amministrazione / Driver Hardware e attivare Driver grafici fglrx proprietari ATI/AMD.

Minchiatine grafiche :)

Per la prima volta mi ritrovo tra le mani un pc col quale posso “sprecare” un po’ di risorse e quindi ho deciso di provare le varie finezze grafiche di Ubuntu di cui ho sempre sentito parlare ma che non mi sono mai potuto permettere.

Ho installato il pacchetto gnome-do, che permette di avere una dockbar simile a quella di Mac OS X, nonché la possibilità (che adoro) di avviare i programmi e i file semplicemente digitandone il nome.

E ho installato anche il pacchetto compizconfig-settings-manager, così da poter configurare i vari effettini grafici, prima abilitandoli, andando su

Sistema / Preferenze / Aspetto

scegliendo Effetti visivi e impostandolo a Aggiuntivi. E poi impostandoli andando su

Sistema / Preferenze / Gestore configurazione CompizConfig

(al momento ho semplicemente attivato Desktop cubico e Ruota cubo)

Convivenza con Windows 7 :(

Nel computer di mio suocero ho lasciato che Windows 7 e Ubuntu convivessero ed è tutto ok. Nel mio invece ho deciso di piallare via Windows 7 e farlo funzionare dentro Virtual Box (installando il pacchetto virtualbox. Ahimé non sono ancora riuscito nell’impresa: per qualche motivo a me sconosciuto (si accettano suggerimenti) la versione a 64 bit di Windows 7 concessa insieme al PC non è installabile nella versione di Virtual Box presente in Ubuntu 9.10. Misteriosamente la mia installazione di VirtualBox non propone le configurazioni a 64 bit (nonostante sia il pacchetto che l’intero sistema operativo siano a 64 bit).

Questo è quanto. Enjoy ;)

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Buon Natale, with the yours ovviamente

Come tradizione, questo blog va in vacanza. Ci si vede l’anno prossimo…

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L'ecomostro che c'è in me

EcomostroNessuno è perfetto1. Io in particolare. Racconto su questo blog le mie avventure quotidiane nel tentare di contenere i consumi e nell’affrontare una vita più eco-equo sostenibile. Ma il cammino è arduo. E’ fatto di piccoli e felici passi fatti ogni giorno e di tanti grossi errori ancora da sistemare. Molte le tantazioni di cui son vittima e che voglio condividere con voi. E’ giunto il momento di fare outing.

  1. Sono un informatico. Non solo nel senso lavorativo: ho un computer da quando avevo 6 anni e programmo da quando ne avevo 7 (ah, il GW-Basic!). Non riesco a immaginare la mia vita senza questo strumento infernale, che ciuccia risorse (lui e tutti i server a cui mi connetto, spesso per cazzeggio), che crea una marea di rifiuti (per quanto si tenti di riciclare) e i cui componenti spesso derivano da gente che lavora in situazioni disumane.
  2. Amo il bagno caldo. Lo so che si spreca un sacco di acqua e di riscaldamento rispetto alla doccia e quindi non ne abuso, ma quelle tre – quattro volte l’anno (ad esempio arrivando a casa dopo essersi presi in testa il diluvio universale) lo trovo un “lusso necessario” :) .
  3. Sono pigro. Pigrissimo.
  4. Sono assolutamente inabile a qualsiasi lavoro manuale, con buona pace delle belle parole sull’autoproduzione, sul riciclare in casa e via dicendo. E a chi mi dice che nessuno è inabile al lavoro manuale e che è solo questione di pratica, rispondo: sono pigro; pigrissimo.
  5. Da un anno a questa parte mi sono trasferito da una “grande” città a un paesino che gli orbita intorno. Se prima quindi riuscivo ad andare a lavoro in bici adesso mi tocca prendere il treno e/o andare in macchina con mia moglie (per chi non lo sapesse: non ho la patente).
  6. Tendenzialmente (ma non sempre!) amo il quieto vivere: mi piacerebbe avere il solare e il fotovoltaico, anche senza avere necessariamente un rientro economico. Ma mi scoccia anche discutere e discutere con gli altri condomini (che mi hanno già fatto capire che non è aria).

E questo è solo l’inizio (anche perché mi piacerebbe parlare anche di altri comportamenti poco etici, non strettamente legati all’ambiente). Mi ripropongo di tornare ogni tanto su questo post per aggiornare la lista e per ricordarmi sempre di volare basso. Che di aquile ce ne son già troppe.
Potrebbe diventare uno dei premi che circolano tra i blogger (e che io schivo sempre). Se vi va raccontatemi l’ecomostro che c’è in voi nei commenti.

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  1. Questo è un plagio spudorato d un’articolo del blog Consumo meno []

Cancellare record duplicati in MySQL

Do not duplicate

Non vuole essere una presa di posizione sulla pirateria

Quando si lavora con i database, può capitare di scegliere male la chiave di una tabella (o peggio di non sceglierne nessuna!) e a un certo punto ritrovarsi con numerosi record duplicati da cancellare.

Ci sono svariate procedure possibili per farlo. Personalmente ritengo la seguente la più semplice.

Premessa più che straimportante: cancellare record da un database è sempre un’operazione rischiosa. Per carità, fai un backup del database prima di agire!

Seconda premessa più che straimportante: cancellare record da un database è sempre un’operazione rischiosa. Per carità, fai un backup del database prima di agire! (repetita iuvant)

Lo scenario di questo esempio è il seguente (lo so: è stupido ma non voglio complicare inutilmente le cose):

Abbiamo una tabella Persone dove vanno cancellati gli omonimi.

Ecco i passi da seguire:

  1. Crea una tabella temporanea che conterrà i record da cancellare:
    CREATE TEMPORARY TABLE to_delete
    (`ID` int(10) not null,
    `nome` varchar(200) not null,
    `cognome` varchar(200) not null);
  2. Popola la tabella temporanea:
    INSERT INTO to_delete
    (`ID`, `nome`, `cognome`)
    SELECT `ID`, `nome`, `cognome`, MIN(`ID`) AS min_id
    FROM
    (
    SELECT *
    FROM `Persone`
    GROUP BY `nome`, `cognome`
    HAVING COUNT(*) > 1
    ) AS temp
    WHERE TODO;
  3. Cancella davvero i record:
    UPDATE `Persone` SET `deletion_flag`=1
    WHERE EXISTS
    (
    SELECT * FROM `to_delete`
    WHERE `to_delete`.`ID` = `Persone`.`ID`
    AND `Persone`.`ID` != `to_delete`.`min_id`
    );

Alcune dovute precisazioni:

  • L’uso di una tabella temporanea non è strettamente necessario, ma assicura almeno che alla fine della sessione la cartella `to_delete` venga cancellata automaticamente. Da notare che non è possibile usare tabelle temporanee con strumenti come PhpMyAdmin perché usano a ogni operazione una sessione diversa.
  • Nell’ultima query non ho davvero cancellato il record bensì ho impostato un flag che permette la cancellazione logica. Ovviamente ciò prevede che la tua applicazione gestisce la cancellazione logica (è sempre cosa buona e giusta). Se così non fosse puoi banalmente usare una DELETE
  • La cartella temporanea viene popolata con coppie di record duplicati; durante la cancellazione ho scelto di tenere il record con ID massimo. Naturalmente non è sempre questa la scelta corretta: se necessario adatta la query alle tue esigenze.

Sia chiaro che non mi prendo nessuna responsabilità in caso di errori miei o vostri :p1.

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  1. A dirla tutta questo post deve molto a un post analogo in inglese []

Come creare il mirror di un database MySql

In uno scenario di utilizzo reale di un database MySql (per siti, applicazioni web ecc.), la sicurezza dei dati è estremamente importante.

Per avere una sicurezza in più, è consigliabile duplicare i dati in un secondo server, attraverso un metodo chiamato replication, cioé la configurazione di MySql affinché da solo effettui tale duplicazione (nota bene che non è sincrona!).

Qui di seguito viene spiegato come fare. Per master si intenderà il server che fa il lavoro vero; mentre per slave si intenderà il server che contiene i dati duplicati (e che di fatto non viene mai utilizzato se non in caso di catastrofi). Fondamentalmente funziona così: lo slave interroga periodicamente (molto spesso) il master chiedendogli il suo file di log; in base al log lo slave capirà quali azioni sono state effettuate “in sua assenza” e le applicherà anche su se stesso.

La configurazione non è semplicissima e in alcuni punti sarà necessario interrompere il servizio, quindi fatelo solo quando il master non è utilizzato o, se proprio non si può fare diversamente, in orari strani e/o nel weekend.

Fase 1: Configurazione

Nel master:

1. Crea l’utente <slave_user> (con password <slave_password>) con il quale lo slave si loggherà. Per sicurezza gli si daranno solo i privilegi per la replicazione.
GRANT REPLICATION SLAVE ON *.* TO '<slave_user>'@'%.mydomain.com' IDENTIFIED BY '<slave_password>';

2. Apri il file /etc/mysql/my.cnf e vai alla sezione [mysqld]

3. Assicurati che sia configurato il log binario, cioé che ci sia la riga:
log-bin=mysql-bin

4. Sempre nella sezione [mysqld] inserisci la riga
server-id=1

5. Assicurati che la riga skip-networking sia commentata
# skip-networking

Nello slave:

1. Apri il file /etc/mysql/my.cnf e vai alla sezione [mysqld]

2. Aggiungi la riga
server-id=2

Fase 2: Lettura del punto corrente del log binario

Nel master:

1. Fai finire tutte le operazioni correnti. Da MySql:
FLUSH TABLES WITH READ LOCK;
Nb: Questo bloccherà temporaneamente l’uso del database!!!

2. Mostra il punto corrente. Da MySql:
SHOW MASTER STATUS

3. Segnati la risposta ricevuta (in particolare log_file e log_position)

4. Sblocca il database. Da MySql:
UNLOCK TABLES;

Fase 3: Prima sincronizzazione “a mano” con mysqldump

Nel master:

1. Blocca il database:
FLUSH TABLES WITH READ LOCK;
Nb: Questo bloccherà temporaneamente l’uso del database!!!

2. Fare il dump di tutto
mysqldump --all-databases --lock-all-tables >dbdump.db

3. Sblocca il database. Da MySql:
UNLOCK TABLES;

4. Copia (possibilmente con scp o comunque via SSH) il file dbdump.db nello slave

Nello slave riversa il dump effettuato precedentemente:
sudo mysql -uroot -p < dbdump.db

Fase 3bis: Prima sincronizzazione “a mano” in modo grezzo

Se il db è molto grande è più efficiente copiare brutalmente la cartella che contiene i dati di MySql da un db all’altro.

Nel master:

1. Ferma MySql
sudo /etc/init.d/mysql stop

2. Compatta tutti i dati
tar zcvf mysql.tgz /var/lib/mysql

3. Copia (possibilmente con scp o comunque via SSH) il file mysql.tgz nello slave

4. Riavvia MySql
sudo /etc/init.d/mysql start

Nello slave:

1. Ferma MySql
sudo /etc/init.d/mysql stop

2. Rimuovi la cartella dei dati attuale
sudo rm -rf /var/lib/mysql

3. Scompatta la versione nuova dei dati
sudo tar zxvf mysql.tgz

4. Riavvia il database
sudo /etc/init.d/mysql start

Fase 4: Avviare la sincronizzazione

Nello slave indicare come connettersi al master e dove leggere le informazioni. Da MySql:
CHANGE MASTER TO MASTER_HOST='<master_host_name>', MASTER_USER='<slave_user>', MASTER_PASSWORD='<slave_password>', MASTER_LOG_FILE='<recorded_log_file_name>', MASTER_LOG_POS=<recorded_log_position>

Ecco fatto!

Vi consiglio comunque periodicamente di tenere d’occhio lo slave per assicurarvi che la replicazione stia continuando (in passato mi ha fatto brutti scherzi). Semplicemente (da MySql dello slave) chiedete:

SLAVE STATUS;

Buona fortuna ;)

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Chi mi consiglia un portatile?

Il mio primo portatile

Il mio primo portatile

Malika è il nome di una donna bellissima, che ho visto una sola volta nella mia vita, circa dieci anni fa, fugacemente e senza nessuna implicazione; e che quasi sicuramente non vedrò mai più.Malika da allora è anche il nome del mio portatile.

Entrambe le Malika fanno parte del passato: alla prima non ho mai pensato seriamente e tanto meno lo faccio ora, sposato e con prole. La seconda mi è stata accanto fedelmente per anni ma adesso sta lentamente morendo di vecchiaia. Con buona pace dei cattolici, si sta avvicinando il momento di staccare la spina.

Il problema è che, nonostante io sia un informatico, ho sempre amato il software e avuto a noia l’hardware1 e quindi non sono per niente aggiornato sullo stato attuale del mercato.

Dunque: chi mi consiglia un portatile nuovo?

Le caratteristiche auspicabili:

  • La ventola sia facilmente smontabile: molti dei problemi attuali di Malika derivano da surriscaldamento; sarebbe un problema risolvibile pulendo la ventola ma è quasi impossibile staccarla.
  • Sia compatibile al 100% con Ubuntu: questa è una condizione imprescindibile.
  • Possibilmente che non abbia nessun sistema operativo installato ma non è una caratteristica particolarmente rilevante: mio malgrado, per testare alcune cose di lavoro a volte sono costretto a usare anche Windows.
  • L’azienda produttrice abbia un minimo di codice etico riguardo l’ambiente e i diritti dei lavoratori, anche se temo che nel mondo dell’elettronica sia cosa rara :(
  • Abbia un video “riposante”: sto molte ore al computer e sono ipermetrope.
  • 3 ingressi USB, 1 ingresso SD Card, wireless

Un sentito grazie a chi potrà darmi dei consigli ;)

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  1. ”Distinzione tra hardware e software: l’hardware è quello che puoi prendere a calci, il software lo puoi solo maledire” (Prof. Renzo Davoli) []