Nel pieno delle loro facoltà mentali, in vista del loro prossimo personale cambiamento di stato da figli a genitori, affinché in futuro l’umanità non perseveri negli errori che hanno portato alle tragedie del mondo moderno, i sottoscritti Vincenzo Marco Carnazzo e Maura Cescatti, redigono e si impegnano a rispettare la seguente Carta dei Diritti dei Figli nei Confronti dei Genitori, resa pubblica a imperitura memoria.

  1. Una volta tagliato il cordone ombelicale, un figlio1 è un’entità persona in tutto e per tutto separata dai propri genitori e come tale va considerata e rispettata.
  2. Conseguentemente, ogni opinione del figlio, se argomentata, è di per sé stessa valida anche quando discutibile.
  3. I genitori, singolarmente e come coppia, devono ricordare sempre che essi esistono a prescindere dal proprio figlio, che non deve mai e per nessun motivo diventare unica ragione di vita.
  4. I genitori sono tenuti, al meglio delle loro possibilità e risorse, ad aiutare il figlio a crescere e a trovare i propri interessi e a coltivarli. Tale diritto del figlio vale anche qualora i suoi interessi non siano quelli (reali o aspirati) dei genitori.
  5. I sacrifici fatti dai genitori per il figlio non possono mai essere rinfacciati, né usati per imporre alcunché su di esso. L’unico modo che un figlio ha per ricambiare è fare a sua volta sacrifici quando egli stesso diverrà genitore2.
  6. A volte i genitori sono costretti a imporre determinate scelte a un figlio. Il figlio è tenuto a rispettare tali imposizioni se e solo se i genitori sono in grado di argomentarle e ci sia coerenza tra ciò che essi dicono, ciò che essi fanno e ciò che essi impongono.
  7. Il figlio diventa comunque slegato dalle imposizioni dei genitori non appena si separa in modo definitivo (fisicamente ed economicamente) da loro.
  8. I genitori, che per natura non sono sempre in grado di essere obiettivi nel rapporto con il proprio figlio, sono invitati (ma comunque non obbligati) ad ascoltare periodicamente opinioni di persone terze (emotivamente più distanti e di conseguenza potenzialmente più imparziali) su tale argomento. Se necessario, tali persone terze sono invitate a rammentare gli articoli di tale documento. I nonni, in quanto a loro volta emotivamente coinvolti, non sono molto indicati a interpretare il ruolo di persone terze.
  9. I genitori sono tenuti a ricordare sempre che le dimostrazioni di affetto, verbali e non verbali, valgono sempre incommensurabilmente di più di qualsiasi aiuto materiale.
  10. Ogni modifica ai precedenti articoli (fatti salvi l’articolo 1 e 10, non modificabili) va effettuata caso per caso, di comune accordo tra genitori e figlio.

1 Il maschilismo della lingua italiana rende necessario (salvo lunghi e scomodi arzigogoli) l’uso della parola figlio anche in caso si tratti di figlia. Qui e nel resto del documento si intende il termine figlio in senso sia maschile che femminile. Inoltre è da intendersi, in caso di più figli, anche al plurale.
2 Liberamente ispirato a “Indovina chi viene a cena?”

Condividi:
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • PDF
  • Ping.fm
  • Technorati
  • Twitter