Carta dei Diritti dei Figli
Nel pieno delle loro facoltà mentali, in vista del loro prossimo personale cambiamento di stato da figli a genitori, affinché in futuro l’umanità non perseveri negli errori che hanno portato alle tragedie del mondo moderno, i sottoscritti Vincenzo Marco Carnazzo e Maura Cescatti, redigono e si impegnano a rispettare la seguente Carta dei Diritti dei Figli nei Confronti dei Genitori, resa pubblica a imperitura memoria.
- Una volta tagliato il cordone ombelicale, un figlio1 è un’entità persona in tutto e per tutto separata dai propri genitori e come tale va considerata e rispettata.
- Conseguentemente, ogni opinione del figlio, se argomentata, è di per sé stessa valida anche quando discutibile.
- I genitori, singolarmente e come coppia, devono ricordare sempre che essi esistono a prescindere dal proprio figlio, che non deve mai e per nessun motivo diventare unica ragione di vita.
- I genitori sono tenuti, al meglio delle loro possibilità e risorse, ad aiutare il figlio a crescere e a trovare i propri interessi e a coltivarli. Tale diritto del figlio vale anche qualora i suoi interessi non siano quelli (reali o aspirati) dei genitori.
- I sacrifici fatti dai genitori per il figlio non possono mai essere rinfacciati, né usati per imporre alcunché su di esso. L’unico modo che un figlio ha per ricambiare è fare a sua volta sacrifici quando egli stesso diverrà genitore2.
- A volte i genitori sono costretti a imporre determinate scelte a un figlio. Il figlio è tenuto a rispettare tali imposizioni se e solo se i genitori sono in grado di argomentarle e ci sia coerenza tra ciò che essi dicono, ciò che essi fanno e ciò che essi impongono.
- Il figlio diventa comunque slegato dalle imposizioni dei genitori non appena si separa in modo definitivo (fisicamente ed economicamente) da loro.
- I genitori, che per natura non sono sempre in grado di essere obiettivi nel rapporto con il proprio figlio, sono invitati (ma comunque non obbligati) ad ascoltare periodicamente opinioni di persone terze (emotivamente più distanti e di conseguenza potenzialmente più imparziali) su tale argomento. Se necessario, tali persone terze sono invitate a rammentare gli articoli di tale documento. I nonni, in quanto a loro volta emotivamente coinvolti, non sono molto indicati a interpretare il ruolo di persone terze.
- I genitori sono tenuti a ricordare sempre che le dimostrazioni di affetto, verbali e non verbali, valgono sempre incommensurabilmente di più di qualsiasi aiuto materiale.
- Ogni modifica ai precedenti articoli (fatti salvi l’articolo 1 e 10, non modificabili) va effettuata caso per caso, di comune accordo tra genitori e figlio.
1 Il maschilismo della lingua italiana rende necessario (salvo lunghi e scomodi arzigogoli) l’uso della parola figlio anche in caso si tratti di figlia. Qui e nel resto del documento si intende il termine figlio in senso sia maschile che femminile. Inoltre è da intendersi, in caso di più figli, anche al plurale.
2 Liberamente ispirato a “Indovina chi viene a cena?”











09 giugno 2008 alle 09:56
See, ci vediamo tra tre anni…
09 giugno 2008 alle 18:34
Phhh vorrei anche che ci fosse scritto: finchè il figlio non avrà un lavoro a tempo indeterminato, ed è un precario di merda, i genitori gli devono dare un bordello di soldi così non deve essere stressatissimo per l’affitto e le bollette e le tasse e lavorare tutto il giorno super-precario senza arrivarci mai dietro…
10 giugno 2008 alle 09:30
Eheheh…
.
LIttle Caesar, già lo sappiamo. Proprio per questo lo abbiamo voluto scrivere PRIMA della nascita
Scherzi a parte, credo che una delle cose che i genitori devono autoimporsi è ricordarsi quando loro erano “dall’altra parte della barricata”.
Dave: E quando anche i genitori sono precari? :S
11 giugno 2008 alle 23:59
Mmmmh, io ci aggiungerei anche:
11) Non avere segreti con i propri figli, anche se riguardano cose che non sembrano adatte alla loro età, sforzandosi di spiegarle trovando un modo accessibile alle loro capacità cognitive del momento.
12) Ricordarsi sempre che i figli non appartengono ai genitori e che il loro lavoro è quello di prepararli ad andare via di casa ed essere autonomi.
13) Non dire mai ad un figlio che è stupido et similia.
12 giugno 2008 alle 10:47
Per Maria:
] del diventare genitori è essere “obbligati” a vedere il mondo da un altro punto di vista.
11) Già. Una cosa affascinante [che un giorno sicuramente maledirò
12) Questo è implicito dal punto 1
13) Me lo sono sentito dire fin troppe volte da mio padre. Se cadrò io stesso in questo errore autorizzo chiunque a decapitarmi :S .
14 giugno 2008 alle 00:15
>11) Non avere segreti con i propri figli, anche se riguardano cose che non sembrano adatte alla loro età, sforzandosi di spiegarle trovando un modo accessibile alle loro capacità cognitive del momento.
Ok.
Figliolo, vieni qui un secondo.
Vorrei trovare le parole giuste per dirtelo, ma dovrò usare l’unica voce che conosco, la mia.
Tuo papà è un po’ confuso ultimamente.
Per cui abbiamo deciso che tu andrai a vivere con la mamma.
Naturalmente verrò a trovarti ogni sabato e domenica.
Io invece, andrò a vivere con lo zio Joker.
Perché vedi, voglio molto bene a te e mamma, ma voglio bene, in modo diverso, anche allo zio Joker.
E va beh!
14 giugno 2008 alle 00:17
>13) Me lo sono sentito dire fin troppe volte da mio padre. Se cadrò io stesso in questo errore autorizzo chiunque a decapitarmi :S .
Io ho già autorizzato mio figlio a decapitarmi, ma solo quando si sentirà davvero degno di appartenere alla stirpe degli Immortali!
17 giugno 2008 alle 08:30
>>13) Non dire mai ad un figlio che è stupido et similia.
>13) Me lo sono sentito dire fin troppe volte da mio padre. Se cadrò io stesso in questo errore autorizzo chiunque a decapitarmi :S .
Non sono del tutto d’accordo. Anche io la pensavo così, ma, non riuscendo nel mio intento, mi sono accorto che dire ad esempio “non fare come gli stupidi” ecc. non è tanto errato, perchè in questo modo si rende conto di quali esempi siano da seguire e quali no.
E poi, sentire mio figlio che a tre anni mi dice “hai sbagliato, papà”, è una soddisfazione
17 giugno 2008 alle 11:25
Beh, tra dire “Non fare come gli stupidi” e dire “SEI uno stupido” corre una gran bella differenza…
17 giugno 2008 alle 13:44
Stupido è chi lo stupido fa, signore.
15 gennaio 2009 alle 17:54
ragazzi queste leggi vorrei tanto che fossero prese in considerazione da mia madre!mia madre vuole che mi lascio con il mio ragazzo solo perchè nno può vedre suo padre perchè lui l’ha presa in giro..sette mesi che sto con questo ragazzo sette mesi che mia madre fa questo bordello..e io dovrei stare con le mani in mano e vedere la mai vita andare a rotoli!?!neanche per sogno!!!!
15 gennaio 2009 alle 17:55
51àù1è56k6opkop2156olk1o1ko
05 settembre 2009 alle 19:58
dovrebbe esservi anche il diritto dei figli a NON mantenere il proprio genitore durante la vecchiaia di quest’ultimo, se negli anni precedenti il figlio ha dovuto solo fare sacrifici per aiutare la famiglia e non ricevere nessun tipo di aiuto e poi scoprire che i soldi risparmiati sono stati impiegati in altri interessi al di fuori della famiglia.
05 settembre 2009 alle 20:29
Come si suol dire “Chi semina al vento raccoglie tempesta”…
02 dicembre 2009 alle 13:34
hai ragione manuela , io per essere troppo buono lo presa solo li…e mi sono rotto il culo per 10 anni, ma per chi?