Vignetta di Vauro sul razzismo

Vignetta di Vauro che riassume questo post

Caro politico leghista, caro elettore che lo hai fatto vincere,
in questo blog cerco sempre di mantenere un tono pacato, di non dedicarmi troppo all’attualità, cercando di guardare i problemi un po’ più da lontano e senza troppi coinvolgimenti emotivi.

Anche nella vita reale, negli anni ho cercato sempre di impormi di avere un rapporto sereno con voi. Di credere che magari fate cazzate perché non state a pensarci troppo sulle cose ma che dopo tutto siete brave persone anche voi.

E invece oggi è uno di quei momenti in cui credo proprio che non sia così. Credo che siete davvero pericolosi.

E’ inutile addurvi come motivazione (anche se lo penso) che siete pericolosi perché siete per l’eliminazione fisica di un gruppo di persone, persone che caso vuole siano nate fuori dall’Italia e ciò ai vostri occhi li rende già colpevoli e meritevoli dell’eliminazione fisica.

E’ inutile addurvi come motivazione (anche se lo penso) che siete pericolosi perché state facendo di tutto per fare incazzare questa gente che, che vi piaccia o meno, esiste e con tutte le angherie che stanno subendo sarebbe anche comprensibile che iniziassero a reagire.

E’ inutile addurvi come motivazione (anche se lo penso) che siete pericolosi perché avete minato al concetto primario della sanità: tutti vanno curati. Oggi vengono esclusi i negri, domani potresti essere escluso anche tu perché non superi un determinato QI, con tante grazie dal tumore che hai senza saperlo ancora.

Non vi dirò niente di tutto questo: ho ormai capito da tempo che parlare con voi di etica, di rispetto e di diritti umani è tempo perso. C’è solo da aspettare che avrete mai bisogno voi di solidarietà: forse quando verrà toccata la vostra pelle riuscirete a capire.

In realtà siete pericolosi perché anche toccare la vostra pelle non serve a niente. Gli immigrati, ribadisco per chi non se ne fosse accorto, esistono; e a volte, come chiunque, soprattutto se vive in povertà, ogni tanto si ammalano. E da oggi non andranno più a farsi curare, per paura di essere denunciati.

Questa gente vive tra noi, che piaccia o meno.

Caro politico leghista, caro elettore che lo hai fatto vincere,
con questa lettera di sfogo non pretendo niente. Ti faccio solo una piccola richiesta: quando tra qualche anno con tuo grande stupore TU starai per morire di lebbra, gentilmente, non venire a piangere da me.

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