Bentornata scabbia, grazie Lega!

Vignetta di Vauro che riassume questo post
Caro politico leghista, caro elettore che lo hai fatto vincere,
in questo blog cerco sempre di mantenere un tono pacato, di non dedicarmi troppo all’attualità, cercando di guardare i problemi un po’ più da lontano e senza troppi coinvolgimenti emotivi.
Anche nella vita reale, negli anni ho cercato sempre di impormi di avere un rapporto sereno con voi. Di credere che magari fate cazzate perché non state a pensarci troppo sulle cose ma che dopo tutto siete brave persone anche voi.
E invece oggi è uno di quei momenti in cui credo proprio che non sia così. Credo che siete davvero pericolosi.
E’ inutile addurvi come motivazione (anche se lo penso) che siete pericolosi perché siete per l’eliminazione fisica di un gruppo di persone, persone che caso vuole siano nate fuori dall’Italia e ciò ai vostri occhi li rende già colpevoli e meritevoli dell’eliminazione fisica.
E’ inutile addurvi come motivazione (anche se lo penso) che siete pericolosi perché state facendo di tutto per fare incazzare questa gente che, che vi piaccia o meno, esiste e con tutte le angherie che stanno subendo sarebbe anche comprensibile che iniziassero a reagire.
E’ inutile addurvi come motivazione (anche se lo penso) che siete pericolosi perché avete minato al concetto primario della sanità: tutti vanno curati. Oggi vengono esclusi i negri, domani potresti essere escluso anche tu perché non superi un determinato QI, con tante grazie dal tumore che hai senza saperlo ancora.
Non vi dirò niente di tutto questo: ho ormai capito da tempo che parlare con voi di etica, di rispetto e di diritti umani è tempo perso. C’è solo da aspettare che avrete mai bisogno voi di solidarietà: forse quando verrà toccata la vostra pelle riuscirete a capire.
In realtà siete pericolosi perché anche toccare la vostra pelle non serve a niente. Gli immigrati, ribadisco per chi non se ne fosse accorto, esistono; e a volte, come chiunque, soprattutto se vive in povertà, ogni tanto si ammalano. E da oggi non andranno più a farsi curare, per paura di essere denunciati.
Questa gente vive tra noi, che piaccia o meno.
Caro politico leghista, caro elettore che lo hai fatto vincere,
con questa lettera di sfogo non pretendo niente. Ti faccio solo una piccola richiesta: quando tra qualche anno con tuo grande stupore TU starai per morire di lebbra, gentilmente, non venire a piangere da me.












09 febbraio 2009 alle 22:41
Caro Ufic… la penso esattamente come te.
11 febbraio 2009 alle 00:51
Parole sante, caro mio!
12 febbraio 2009 alle 02:08
Ridere (istericamente) per non piangere:
A Ballarò di avantieri sera Schifani rispondeva così alle perplessità di pubblico e ospiti in sala.
“Noi abbiamo semplicemente rimosso il divieto di denunciare in ogni caso l’immigrato irregolare che viene a curarsi in ospedale. Poi ovviamente ogni medico si regola secondo coscienza”.
Al che, obiezione abbastanza spontanea: ” E l’ipotetico immigrato malato per quale motivo dovrebbe venire a curarsi? Sa in anticipo quale medico lo denuncerà e quale invece no?”
La risposta non l’ho capita bene, ma credo fosse foneticamente simile a “ntricchetetracchete” o ” Zitto! Ecco perché!”.
In che cazzo di mani siamo.
12 febbraio 2009 alle 13:20
Schifani? Ma può un presidente del Senato rispondere delle azioni del governo?
Vabbè, questo è l’ultimo dei problemi.
Grave è sapere che, quando da una parte ci ritroviamo Bossi come l’unico che sembra pensare ai risvolti umani di una vicenda nella quale lo sciacallaggio ha fatto da padrone, dall’altra ci accorgiamo che se parliamo con loro per capire se hanno sentimenti nobili come la solidarietà, la risposta è un grugnito.
13 marzo 2009 alle 11:31
A proposito:
BARI – Era clandestina da alcuni mesi, per vivere faceva la prostituta e per paura non è andata in ospedale: è morta per tubercolosi polmonare avanzata, e dunque altamente contagiosa. E ora scatta l’allarme sanitario: Joy Johnson, la giovane nigeriana di 24 anni, trovata agonizzante da un cliente venerdì sera nelle campagne alle porte di Bari, potrebbe aver contagiato decine di persone che avevano avuto rapporti con lei, gli stessi soccorritori e i connazionali del centro d’accoglienza dove per un mese aveva vissuto. Per precauzione ieri è stato chiuso l’istituto di medicina legale del Policlinico. E medici e poliziotti invitano chi avesse avuto rapporti con la nigeriana a contattare il più vicino ospedale.
25 marzo 2009 alle 08:38
@Pistacchio: Come volevasi dimostrare. Che paese del cazzo