Buon anno in ritardo
Capire l’identità di questo blog (di cosa parla? chi lo legge? chi dovrebbe leggerlo?). Contattare più spesso gli amici lontani. Vedere più spesso gli amici vicini. Leggere meno riviste e più libri. Sostenere una causa giusta. Innamorarsi di un gruppo musicale che non conosco ancora. Fare un viaggio con mia moglie e mia figlia. Conoscere meglio il paese dove vivo. Un po’ di leggerezza e di stupidità. Parlare meno, ascoltare di più e scrivere ancora di più. Concretizzare almeno uno di questi propositi.
Questo articolo è un plagio dell’editoriale del primo numero di quest’anno dell’Internazionale, quello con i buoni propositi dei vari componenti della redazione per l’anno nuovo. Quindi mi sembra il caso di concludere con le regole circa i buoni propositi che concludono lo stesso numero della rivista:
- Ripetere i buoni propositi che non hai rispettato l’anno scorso non aumenterà le tue probabilità di realizzarli.
- Se entro fine gennaio non hai cominciato a metterli in pratica, non hai speranze.
- Non sprecare tempo con propositi sull’attività fisica e sulla beneficenza: sono i primi a saltare.
- L’impegno a smettere di fumare funziona meglio se lo riposizioni come impegno a non farti venire il cancro.
- Trovare l’uomo giusto non è un buon proposito, è un terno a lotto.













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