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Blog personale di V. Marco Carnazzo

Perché ho votato Lega

foglia-lega-nordUpdate: Sì, era un pesce di aprile :)  , anche se voleva anche essere uno spunto di riflessione serio (che, devo dire, almeno su Facebook è stato raccolto). Comunque… che qualcuno ci sia cascato mi offende alquanto :) .

Nello scorso articolo ho fatto un po’ l’evasivo su chi ho votato.

Beh, togliamoci il pensiero: non ho votato Sinistra e Libertà, come ho detto ad alcuni; ho votato Lega.

Non è stato facile farlo, per me, per la mia storia politica e personale, come non è facile per me adesso dirlo apertamente. Ma per onestà intellettuale verso i pochi che leggono questo blog devo dirlo. E spiegare anche i motivi che mi hanno spinto a questo cambio radicale.

  • Sono stanco della sinistra, della sua litigiosità, del suo intellettualismo fine a sé stesso, della sua presunzione. Lista 5 stelle, Italia dei Valori, Federazione della Sinistra, Sinistra e Libertà. Quattro liste, più qualche partito minore: tutte con lo stesso programma. E a questa gente si può aggiungere anche parte del PD. Persone così infantili da non saper stare insieme pur condividendo gran parte delle idee non meritano il mio voto. I Verdi per la pace al loro ultimo congresso se le sono date di santa ragione. Cosa vuoi fare con persone del genere?
  • Andate a vedere chi si occupa concretamente dell’ambiente, delle teorie del Km 0, del biologico dei gruppi di acquisto. Spesso sono leghisti, e sanno farlo bene.
  • Chi è con i lavoratori, vicino a loro nel territorio, vicini alle loro rivendicazioni. Non sono certo i sindacalisti: gente che lotta perché non vengano toccate le pensioni e non sa cosa vuol dire lavorare per 800 euro al mese senza nessun futuro. Vicini ai lavoratori c’è la Lega.
  • Sono siciliano – è vero – ma proprio per questo so quanto di vero c’è nelle parole dei leghisti sui meridionali: sfido qualunque siciliano a dire che non è vero che i meridionali sono apatici, pigri, irrispettosi delle regole, presuntuosi e ladri.

Ci sono tante cose che non condivido della Lega Nord (uno su tutti: il loro rapporto con gli immigrati) ma bisognava dare un segnale forte. E ho provato a darlo. Poi senti dire a un Bersani che i risultati di queste elezioni mostrano un segno di inversione di tendenza e capisci che anche il tuo segnale è stato inutile: sono votati al suicidio e sono contenti di esserlo.

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Io invece ho votato

L'uomo qualunqueCome a ogni elezione, anche per queste regionali mi sono dovuto sorbire le solite filastrocche: Io stavolta a votare non ci vado, Non se lo meritano, Sono tutti dei ladri

Non voglio dire che non ci siano motivi di malcontento, a destra soprattutto ma anche a sinistra. Né che non sarebbero necessari dei cambi radicali, un rinnovamento nell’etica e anche solo nelle persone candidate.

Ma nonostante questo – se non addirittura proprio per questo - anche stavolta non ho disertato le urne e disprezzo chi l’ha fatto.

C’è stato un tempo in cui non si poteva votare. E non si stava certo meglio. Ogni giorno questo governo si mangia un pezzettino della nostra libertà e le cose vanno sempre peggio. Ci è rimasta ancora quella di votare e quella – cosa che spesso dimentica chi disprezza tutti i politici attuali – di candidarci. Quindi almeno questa usiamola.

Ci sono state non poche persone che hanno dato la vita per questo nostro privilegio.

Ogni tanto ricordiamocelo.

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Numerazione delle pagine con Openoffice Writer

Logo di OpenOffice Writer in 3D

Il mio utilizzo dei sistemi di videoscrittura solitamente si limita alla scrittura di qualche lettera di reclamo a qualche ente o poco più.

Ma in questi giorni mi è stato chiesto un aiuto tecnico nella stesura di un libro e mi sono trovato a dover risolvere un problema apparentemente banale: numerare le pagine del libro. E’ stato tutt’altro che banale. Oltretutto, data la mia scarsa esperienza, non escludo errori nel mio trasporre le azioni nel seguente piccolo manuale.

Se si vuole numerare tutte le pagine la cosa è semplice:

  • Ovviamente bisogna aprire il documento e posizionarsi in qualche punto qualsiasi di esso;
  • Andare sulla voce di menu Inserisci / Piè di pagina / Predefinito
  • Posizionarsi nel piè di pagina
  • Andare sulla voce di menu Inserisci / Comando di campo / Numero di pagina

Fatto.

Ma in un libro vero la situazione è un po’ più complessa:

  1. Nelle prime pagine (quelle con il titolo e le varie informazioni editoriali) non bisogna inserire nessun numero
  2. Nella premessa bisogna inserire il numero di pagine a caratteri romani, a partire da I
  3. Dal primo capitolo bisogna numerare con i classici numeri arabi, a partire da 1
  4. Alla fine, nell’indice, di nuovo la numerazione deve scomparire

A venirci in aiuto arrivano gli Stili: servono a gestire, appunto, gli stili dei caratteri, dei paragrafi, delle pagine ecc.; sono uno strumento mediamente complesso ma in generale sono molto comodi per la gestione di un documento.

Nella pratica dobbiamo creare/modificare quattro stili di pagina: Inizio libro, Premessa, Predefinito e Fine libro.

Ecco come fare:

Fase 1: Creare gli stili

  • Impostare il formato di pagina (margini, tipologia e quant’altro)1
  • Inserire la numerazione classica delle pagine come spiegato sopra
  • Se non è già visibile, bisogna visualizzare la finestra Stili e formattazione. Per farlo, andare sulla voce di menu Formato / Stili e formattazione
  • La finestra visualizzata ha una sua piccola toolbar dove selezionare su quali tipologie di stili vogliamo lavorare: selezionare Stile di pagina (dovrebbe essere il quarto)
  • Cliccare sull’ultimo pulsante della piccola toolbar (Nuovo stile dalla selezione) e come nome di stile digitare Inizio libro: verrà così creato un nuovo stile, copiato da quello corrente
  • Analogamente creare gli stili Premessa e Fine libro
  • Cliccare con il tasto destro su Inizio libro e selezionare Modifica
  • Andare sulla scheda Piè di pagina
  • Togliere la spunta da Attiva piè di pagina
  • Cliccare su OK
  • Con la stessa procedura, togliere il piè di pagina anche dallo stile Fine libro

Fase 2: Assegnare gli stili alle pagine

  • Posizionarsi alla prima pagina
  • Fare doppio click su Inizio libro della finestra Stili e formattazione. Scompariranno tutte le numerazioni delle pagine: niente paura!
  • Posizionarsi alla pagina subito prima dell’inizio della premessa
  • Andare sulla voce di menu Inserisci / Interruzione manuale
  • Selezionare Interruzione pagina
  • Come stile della selezione successiva scegliere Premessa
  • Mettere una spunta su Cambia numero pagina
  • Cliccare su OK
  • Togliere eventuali pagine vuote create
  • Fare doppio click sul numero di pagina di una pagina qualsiasi della premessa
  • Selezionare Romani
  • Cliccare su OK: La numerazione dalla premessa in poi ora sarà a numeri romani
  • Posizionarsi nella pagina prima del primo capitolo
  • Con un procedimento analogo al precedente inserire un’interruzione manuale, indicando come stile della sezione successiva Predefinito: la numerazione della premessa resterà a numeri romani, mentre quella dei capitoli successivi sarà nei classici numeri arab
  • Posizionarsi nella pagina prima dell’indice finale
  • Con un procedimento analogo al precedente inserire un’interruzione manuale, indicando come stile della sezione successiva Fine libro: la numerazione dell’indice scomparirà

Fatto.

Ora studiatevi bene gli stili altrimenti non vi raccapezzate più :) .

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  1. Conviene farlo ora, perché farlo dopo complica orrendamente le cose []

Configurare Evolution per Google Calendar

Google CalendarAvete configurato Gmail e relativa rubrica seguendo i due articoli precedenti?

OK, ora resta da configurare Google Calendar (per chi lo usa)

  1. Aprite Evolution
  2. Cliccate su Calendari (sempre in basso a sinistra)
  3. Cliccate su Nuovo e scegliete Calendario
  4. Come Tipo selezionate Google
  5. Come Nome mettete quello che vi pare
  6. Come Nome utente inserite il  nome del vostro account di Google (es.cicciopasticcio@gmail.com)
  7. Le altre opzioni sceglietele voi come vi pare

Fatto ;)

Ah, qui come negli altri articoli della serie è sottinteso che quando vi viene chiesta la password… dovete inserirla ;)

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Configurare Evolution per i contatti di Gmail

gmailAvete configurato Gmail seguendo l’articolo precedente?

Bene, è ora di configurare i contatti: è molto più semplice!

  1. Aprite Evolution
  2. Andate su Contatti (nei pulsanti in basso a sinistra
  3. Cliccate su Nuovo e selezionate Rubrica
  4. Come Tipo selezionate Google
  5. Come Nome mettete quello che volete (sarà il nome visualizzato nel vostro computer nella lista delle rubriche)
  6. Le opzioni sulla copia in locale e sulla rubrica predefinita dipendono dai vostri gusti/esigenze personali
  7. Come Nome utente inserite il  nome del vostro account di Google (es. cicciopasticcio@gmail.com)
  8. Mettete una spunta su Usa SSL
  9. Cliccate su OK

Fatto :)

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1 marzo 2010, manifestazione degli stranieri. Io ci sono.

Logo sciopero degli stranieri

There’s a sound in the air,
it’s a voice.
The voice of Jah.
– Buju Banton, The voice of Jah

M. è venuto su in treno, di notte.
Nelle orecchie un cantante nero, nell’aria una voce, nella testa tanti dubbi.
In stazione aveva salutato i suoi genitori. Nessun pianto. Chissà loro, lui sicuramente non era consapevole di quanto lontano lo avrebbe portato quel treno; e non era solo una questione di chilometri.

Perché era partito? E’ sempre stato difficile spiegarlo. E’ come se sia stato il suo paese a cacciarlo via, non il contrario, come avviene per un corpo estraneo, come per un virus.
Perché aveva scelto proprio Bologna come meta finale? Perché da piccolo aveva visto proprio lì per la prima volta dei musicisti di strada e pensava fosse bello vivere con una colonna sonora come nei film. E poi c’erano già alcuni parenti e un amico: come ogni migrante aveva voglia di autoghettizzarsi con i propri simili.

Come ogni migrante ha conosciuto i biscotti Doria: costavano 1 euro, nei momenti in cui aveva in tasca troppi pochi soldi e troppo orgoglio per chiedere aiuto a casa. Ma bastava mangiarli seduto sulle scale in Piazza Maggiore e la magia notturna delle sue luci trasformava quei biscotti in un lauto pasto.
Come ogni migrante M. ha visto passare gli anni e capire sempre meno qual è la sua patria: quella di origine forse non lo è mai stata, sicuramente non lo è più; quella nuova non lo è ancora, forse non lo sarà mai.

Terra gentile
Un uomo è venuto dal mare
Fa che rimanga qui con me
Ha il sale sulla pelle
Sulle labbra una lingua straniera
E’ venuto e sarà mio.

Terra china ri ciuri i to’ occhi chiari c’attruvaj,
fammi assittari ‘o latu a tia,
suiggiva ri caluri comu focu i capiddi toj,
passanu i juinnati pinsannu a tia.
– Fiamma Fumana e Agricantus, Sanguemisto

Come ogni migrante ha imparato a crearsi una patria su misura, senza confini ma con nuovi amici provenienti da più latitudini.
E poi con una moglie, migrante lei stessa ma dalla parte opposta.
E poi una bellissima figlia, di quelle che vengono definite “immigrate di seconda generazione”.

Adesso vede i suoi stessi connazionali, a Rosarno, dare la caccia a nuovi immigrati. E non può tollerarlo.

Perché, nel mio piccolo, sono migrante anch’io, come lo è stato mio padre, come lo è stato mio nonno.
Una volta su un muro di Bologna ho letto una scritta: Sud = Africa. Suppongo che volesse avere un tono denigratorio, eppure sono rimasto a guardarla stupito, come se ci fosse scritto Il cielo è blu oppure Il sole è giallo o qualunque altra ovvietà.

Il Sud è Africa. Divide con essa almeno metà della cultura e delle radici. E il Nord divide con il Sud almeno metà della sua cultura e delle sue radici. L’altra metà viene dall’Est e dall’Ovest. Come diavolo fai a piantare dei confini in un casino del genere?

Per quanto ho scritto, e per tanto altro, oggi partecipo allo sciopero degli stranieri.

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Configurare Evolution per Gmail

gmailSul web esistono una marea di tutorial su come configurare Gmail su Evolution (il programma di posta predefinito di Ubuntu) ma quasi tutti non sono aggiornati. Naturalmente anche questo post diventerà obsoleto e farà aumentare l’entropia, almeno fin quando Google non si degnerà a scrivere le istruzioni di configurazione di Gmail anche per Evolution (segnalateglielo nei feedback!).

Piccola premessa per i neofiti: bisogna decidere se usare POP o IMAP. Usare POP vuol dire scaricare i messaggi sul proprio computer e non averli più online (utile se si ha connessioni a pagamento); usare IMAP vuol dire che il programma si sincronizza al server, lasciando i messaggi dove sono (utile se si ha connessioni flat e si legge la posta da più postazioni).

Prima fase: online

  1. Aprite Gmail
  2. Cliccate sulle Impostazioni e poi su Inoltro e POP/IMAP.
  3. Attivate il POP oppure l’IMAP per tutti i messaggi.
  4. Salvate le modifiche

Seconda fase: in locale (inizio)

  1. Aprite Evolution
  2. Se lo aprite per la prima volta parte automaticamente il wizard di configurazione, altrimenti bisogna andare su Modifca / Preferenze e poi cliccare su Aggiungi
  3. Riempite almeno i campi Nome completo (ad es. Ciccio Pasticcio) e Indirizzo email (es. cicciopasticcio@gmail.com)
  4. Cliccate su Avanti

Terza fase: ricezione email (caso IMAP)

  1. Come Tipo di server scegliete IMAP
  2. Come Server inserite imap.gmail.com
  3. Come Nome utente inserite il  nome del vostro account di Google (es. cicciopasticcio@gmail.com)
  4. In Usare connessione sicura selezionate Cifratura SSL
  5. Come Tipo autenticazione selezionate Password
  6. Cliccate su Avanti

Terza fase bis: ricezione email (caso POP)

  1. Come Tipo di server scegliete POP
  2. Come Server inserite pop.gmail.com
  3. Come Nome utente inserite il  nome del vostro account di Google (es. cicciopasticcio@gmail.com)
  4. In Usare connessione sicura selezionate Cifratura SSL
  5. Come Tipo autenticazione selezionate Password
  6. Cliccate su Avanti

Quarto passo: invio email

Al passo successivo (Opzioni ricezioni) lasciate tutto com’è o modificate come vi pare…

Una volta cliccato su Avanti si passa alla configurazione dell’invio delle email:

  1. Come Tipo di server scegliete SMTP
  2. Come Server inseritesmtp.gmail.com:587
  3. Mettete una spunta su Il server richiede autenticazione
  4. In Usare connessione sicura selezionate Cifratura TLS
  5. Come Tipo selezionate Login
  6. Come Nome utente inseriteil  nome del vostro account di Google (es. cicciopasticcio@gmail.com)

Infine cliccate su Avanti, scegliete un nome (serve solo a voi) alla casella di posta e cliccate su Fine.

Fatto ;)

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SSHMenu: collegarsi velocemente ai server giusti

Cavi di server, by rudolf_schuba

Un sistemista ha spesso bisogno di collegarsi a più server velocemente e di evitare di confondersi tra uno e l’altro (se avete mai lanciato un /etc/init.d/apache2 stop sul server sbagliato sapete cosa intendo…).

Esiste per questo un piccolo programmino per il vostro Gnome1 (quindi Ubuntu, Debian e quant’altro…): sshmenu-gnome. Basta installarlo nel solito modo e aggiungerlo come applet (si chiama SSH Menu Applet).

Se avete i vostri server già nel file ~/.ssh/knownhosts configura tutto da solo. Altrimenti andate sulla voce di menu Preferences dell’applet, dove potete aggiungere i dati dei vari server e legare ad ognuno un diverso Profile del terminale (ad esempio un bello sfondo rosso per il server della vostra azienda che non dovete toccare con le pinze…).

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  1. ma volendo si può installare anche in altre situazioni, basta leggere il sito []

Wordpress, Twitterstatus, Facebook e l'apostrofo

Apostrofo (by cutesmallfuzzy)

In un articolo passato (all’occasione aggiornato) ho spiegato come poter gestire lo stato di Facebook da Wordpress.

Ma in seguito ho notato che c’era un problema: se nel titolo dell’articolo di Wordpress c’era un apostrofo, nello stato di Facebook si sarebbe vista una roba orribile tipo Adda’ passa’ ’a nuttata

Finalmente1 ho scoperto come risolvere il problema.

Bisogna aprire il file wp-includes/default-filters.php e, nella sezione relativa al titolo nei feed RSS, bisogna commentare la riga:
add_filter('bloginfo', 'wptexturize');

Tradotto in italiano, vuol dire Wordpress: fatti i cazzi tuoi, volevo un apostrofo normale quindi non stare a toccarlo.

Il gioco è fatto ;)

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  1. Grazie, illustre sconosciuto inglese! []

Installare Flex Builder su Linux

Flex pericoloso

Premessa: Questo articolo è per programmatori linuxari duri. Le mammolette che vogliono la pappa pronta vadano a farsi un giro :) .

Adobe Flex, come dice Wikipedia, è la colonna portante di un gruppo di tecnologie per lo sviluppo di applicazioni web basate su Macromedia Flash. In sé è una figata: in modo relativamente semplice (fondamentalmente un po’ di XML e di Actionscript) si riescono a fare applicazioni molto cool (io ad esempio sto sviluppando un sistema di videoconferenza).

Il problema è che su Linux il tutto è supportato da fare schifo e bisogna penare per far funzionare il tutto. Per i mal pensanti: non è colpa di Linux, è colpa di Adobe.

Per far funzionare il tutto bisogna:

  • Scaricare e scompattare (non necessita installazione) Eclipse Europa 3.3 (capito? 3.3! Non una versione di più, non una di meno). La si trova nella sezione Older versions del sito di Eclipse (va benissimo la versione for Java Developpers)
  • Scaricare e scompattare Adobe Flex Builder 3 Alpha 5. Non volete la versione alpha ma vi ostinate a usare Linux? Vi attaccate. Almeno così dicono quelli di Adobe :( .
  • Dare i permessi di esecuzione al file .bin (quest’estensione da dove gli è uscita?) ed eseguirlo. Vi chiederà dove trovare Eclipse: diteglielo.

In teoria siete già apposto così. Ma non sarebbe bello se funzionasse anche il debugger?

Per far ciò bisogna:

  • Scaricare la versione debugger per Linux del Flash Player dalla pagina di download di Flash Player.
  • Scompattatelo e andate sulla cartella plugin/debugger.
  • Scompattate il file install_flash_player_10_linux.tar.gz ed entrate nella cartella appena creata

Se siete fortunati, basta che date i permessi di esecuzione al file flashplayer-installer e lo eseguite.

Se, come me, non lo siete, dovete (testato su Ubuntu, non ho idea sulle altre distribuzioni):

  • Installare il pacchetto flashplugin-nonfree
  • Copiare il file libflashplayer.so (presente nella cartella flashplayer-installer di cui sopra) nella cartella /usr/lib/flashplugin-installer/ .

Fatto! Ora dovete solo imparare Eclipse, Flex e Actionscript :D .

Ah. E rompete un po’ le palle alla Adobe affinché dia un supporto decente a Flex Builder per Linux.

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